Rosette soffiate a lievitazione naturale – ed una birra fatta in casa con estratto di malto Open Amber Baladin

Rosette soffiate fatte in casa

Sono una grande fan dell’alta cucina, della cucina etnica e degli abbinamenti arditi. Ma anche dei cibi più semplici. E di fronte ad un panino con la mortadella fresca, appena affettata, io svengo. Sempre.

Qui a Roma la rosetta soffiata è un must. La particolarità di questo panino è quella di mantenere il suo interno vuoto, come una grande bolla di aria. Ed è proprio in questa specifica caratteristica che risiede anche la sua difficoltà tecnica perchè le panetterie hanno strumenti di formatura adeguati con cui preparare le rosette, che in casa non possiamo avere.

Nello specifico mi sono rifatta alle fasi di formatura indicate dall’amica Martina nel suo blog, a sua volta prese dalla ricetta del panettiere Valerio Giorgetti. Ed il buco interno è venuto, eccome!

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Panettone arancia e cioccolato al profumo di cannella – Ricetta classica Rolando Morandin

Panettone artigianale

Le preparazioni natalizie casalinghe con uvetta e canditi  sono tantissime. La mia mamma preparava sempre un dolce lievitato che chiamava panettone, un pò massiccio e “gnucco“, ma ricco di sapore e di profumo.

È giusto divertirsi in cucina; preparare cose buone, non necessariamente complicate. Ma se volete preparare da soli un panettone artigianale VERO, quello con la cupola, la mollica che “fila” e grossi alveoli – come da disciplinare – non ci sono scorciatoie. L’unico modo per averlo in breve tempo è andare in una buona pasticceria e comprarlo.

Perciò… proseguite con la lettura della ricetta consapevoli che sarà indispensabile:

  • utilizzare la pasta madre (se non l’avete fatevene regalare un po’ per l’occasione!);
  • impastare con una planetaria (il Bimby non va tecnicamente bene per questo tipo di impasto delicato ed elaborato);
  • restare 2 giorni e più chiusi in casa;
  • studiare attentamente le fasi di preparazione;
  • mettere in conto, soprattutto le prime volte, la possibilità di non avere un risultato eccelso.

Se siete degli impavidi appassionati, o semplicemente dei curiosi, ecco la ricetta del Panettone Classico del Maestro Rolando Morandin che io ho preso dal blog Menta e Cioccolato della bravissima Morena Roana, che ho leggermente personalizzato (mi perdoni Maestro!) nel mix aromatico e nelle sospensioni.

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Pagnotta rustica ai semi misti e farina di castagne – pane d’autunno

Riuscite minimamente ad immaginare il profumo che si è liberato nella mia cucina durante la cottura di questo pane? Non credo. Per questo dovete provarlo… per sentire la magia di essere dentro la vostra amata casetta, sapendo che fuori c’è un gran freddo, mentre comincia a diffondersi nell’aria un meraviglioso, confortante ed avvolgente profumo di pane alle castagne.

Non c’è un pane più autunnale di questo. Affettato e leggermente tostato è un accompagnamento ideale per patè di ogni genere. Per formaggi spalmabili dal retrogusto un po’ amaro, come la robiola ad esempio; oppure salumi affumicati, come lo speck. Una pagnotta saporita anche da sola, che diventa spaziale semplicemente con un velo di burro.

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Pancarrè integrale all’olio d’oliva – Con lo stampo per pane in cassetta

Fare il pane in casa è sempre una magia. È un’esperienza che riserva continue sorprese. È al contempo concentrazione mentale, impegno fisico, eccitazione, emozione. Basta pensare che con soli tre ingredienti di base – acqua, lievito e farina – è possibile creare pani infinitamente diversi tra loro per sapore, texture interna e consistenza. Tutto può cambiare a seconda del tipo di farina, della quantità di lievito, della percentuale di acqua, del tempo di riposo, del tipo di lavorazione e del metodo di cottura. A parità di ingredienti, infatti, in base a queste variabili è possibile sfornare ciabatte, oppure rosette, oppure baguette, oppure pagnotte caserecce, oppure pan bauletti, ecc… incredibile, no?

Questa volta con una miscela a base di farina tipo 0 e farina integrale, latte e olio di oliva – unitamente all’apposito stampo di ferro con saracinesca – ho fatto il pancarrè per la gioia della mia bambina che lo adora. Volete provarlo?

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Pizza al piatto – ispirazione napoletana

Data la mia ormai ben nota passione per i lievitati in tutte le salse, quando Antonietta Golino del blog La trappola golosa – meritatissima vincitrice dell’ultima sfida sulla Cheesecake – ha scelto sua maestà la pizza come tema dell’MTChallenge di giugno non ho potuto che essere felicissima.

Per la gara ho optato per la pizza tonda al piatto con il metodo della doppia cottura fornello + forno che pratico ormai da tempo e di cui avevo già parlato qui. Inutile dire che sono comunque attrezzatissima sul tema e che ho sia pietra refrattaria – su cui solitamente cuocio pane e pizza infornando con la pala – sia fornetto G3 ferrari il quale, oltre la base di refrattaria, raggiunge i 400° di temperatura simulando in maniera plausibile la cottura in forno a legna.

Ma per mero divertimento e spirito di gara in stile MTC ho voluto seguire un processo semplice, riproducibile da chiunque a casa, accompagnando il tutto – data la profonda ispirazione che si era scatenata – con due video: un tutorial più “tecnico” sulla lavorazione dell’impasto ed una videoricetta che non si limitasse ad indicare dosi e passaggi, ma che piuttosto comunicasse un’atmosfera: la gioia di recuperare il tempo per cucinare lentamente; il valore di poter scegliere ingredienti di qualità per preparare con amore e cura qualcosa di buono per chi si ama; la felicità che scaturisce dalla condivisione di un buon pasto.

Perchè, in maniera coerente al leitmotiv di questo blog, non mi interessa indicare soluzioni pratiche per la preparazione di una cena in pochi minuti partendo da basi pronte; ma provo ogni volta a comunicare l’intenso piacere che si nasconde nel cibo fin dal momento della scelta degli ingredienti.

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Cornetti alla crema – Il cornetto all’italiana del Maestro Leonardo Di Carlo

Il cornetto all’italiana, più aromatico e brioscioso – per la presenza delle uova nell’impasto – rispetto al classico croissant  mi rimanda immediatamente alle abitudini del nostro paese, alle lente colazioni al bar fatte di chiacchiere con i colleghi, e ad un ricco ripieno che credo ci rappresenti molto: la crema pasticcera.

Nel titolo del post, la citazione all’omonimo film “cornetti alla crema“, commedia all’italiana degli anni ’80 con Lino Banfi ed Edwige Fenech, non è casuale. So che “non fa figo” ma sono una fanatica di questo genere: i film cult anni ’80 che nella loro genuinità e semplicità linguistica hanno rappresentato concretamente gli italiani con i loro pensieri ed abitudini. In questi film tutt’ora io vedo tanto dei nostri limiti e del nostro modo di essere… motivo per cui mi fanno sempre ridere fino alle lacrime.

In realtà ho farcito questi cornetti – realizzati con la meravigliosa ricetta del Maestro Leonardo Di Carlo presa dal blog Cookingplanner della bravissima Maria Grazia – anche con della confettura di pesche e con del cioccolato gianduia… ma quelli alla crema… che ve lo dico a fare? 😀

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Pan brioche alla panna con confettura di ciliegie – una morbida colazione!

Quando si ha della panna in scadenza in frigorifero, un esubero di pasta madre che attende soltanto di essere utilizzato è l’occasione giusta per sperimentare nuovi impasti.

Questo morbidissimo, carnoso ciambellone lievitato è frutto di una lievitazione mista2 g di lievito di birra fresco + 100 g di esubero di 4 gg – ma voi potrete tranquillamente realizzarlo impiegando esclusivamente 5 o 6 g di lievito di birra! Pronti a preparare la colazione del week-end?

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Maritozzi con la panna – a lievitazione lenta

Oggi la ricetta di un dolce speciale in grado di cambiarvi la giornata; la colazione cult dei romani: il maritozzo con la panna. Un lievitato la cui esistenza pare avere origini antichissime, in principio sotto forma di pagnotta a base di uova, burro, farina e miele che più avanti – durante il Medioevo – diventò un dolce “d’emergenza” che si realizzava durante la Quaresima arricchito di uvetta, pinoli e canditi.

Successivamente questo dolce acquisì un ulteriore significato esattamente quando cominciò ad essere regalato dai fidanzati alle rispettive future spose il primo venerdì di marzo. Da qui gli fu attribuito il nome scherzoso di “maritozzo” (detto anche Panmarito o Maritello).

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Il pandoro di Rolando Morandin – impasto con la Macchina del Pane

Tra panettone e pandoro scelgo tutta la vita il panettone. Ma per chi come me è appassionato di lievitati sotto Natale il pandoro è una tappa obbligata. Così, ho scelto di fare quello a lievitazione naturale del Maestro Morandin – presente su diversi blog che seguo. La ricetta l’ho presa dal blog di Martina ed ho adattato il procedimento ad un impasto con la macchina del pane.

Fermo restando che… quello che vedete in foto l’ho impastato a mano. Follia pura, data la consistenza dell’impasto del pandoro. Ma un enorme piacere per me, che volendo provare diverse tecniche di impasto manuale, ho azzardato l’impresa. Tanta fatica, ma una soddisfazione immensa. E sapete che vi dico? Che mi sono dovuta ricredere su questo lievitato… Una nuvola meravigliosamente buona! Molto, ma molto più buono di quello comprato!

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